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domenica 6 gennaio 2013

Primo impatto


28 luglio 2012

Apro gli occhi.
Davanti a me vedo una tenda dietro cui il sole ormai accenna a tramontare... spaesata e intontita devo aspettare qualche minuto per capire dove mi trovo. Tokyo.
Ma non riesco ancora a ragionare... che ci vuoi fare, sono partita alle 10 dalla mia città e sono atterrata a Tokyo alla stessa ora, ma con ben 12 ore di volo alle spalle! E con davanti una giornata da affrontare... dormendo inevitabilmente!
Ero talmente stanca che ho pure dimenticato di non aver pranzato...
La prima attività dunque è rifornire lo stomaco, così la mia amica mi offre uno snack a base di riso e salsa di soia:


Semplicemente squisito! (Ho trovato pacchetti di questo prodotto anche alla DAISO di Harajuku... quindi a soli 100 yen! Ma erano un po' più grandi di questi nella foto...)


Dormicchio ancora un po' fino alle 18 quando Ryoko mi porta conoscere i suoi amici e a fare un giro di Shinagawa.






E subito dopo andiamo a cenare! Il primo pasto è l'udon!!

Sx: Udon al carry!!  Dx: tempura di zucca e pollo


Il ristorante in cui mangiamo è particolarmante economico, ma con piatti a base di udon molto validi. Spendo 380 yen per il piatto di udon, 100 yen per la tempura di pollo e 80 yen per quello di zucca: totale 560 yen... e quell'udon al carry non sono nemmeno riuscita a finirlo tutto da quanto era abbondante!!
E cosa c'è di meglio di un bel bicchiere d'acqua da accompagnare a un piatto piccante quale è il carry?
Così mi alzo dal tavolo e vado al distributore di acqua calda (per il thé verde) e fredda... sempre illimitatamente gratis!! Basta prendere un bicchiere e metterci dentro l'acqua, più facile di così!

Sono solo le sette e mezza, così andiamo a fare un giro ai negozi della stazione di Shinagawa!
La cosa che più mi affascina sono sicuramente i banchi con i dolci, vetrine piene zeppe di torte e pasticcini variopinti e così carini... sono confezionati così bene che sembra difficile poterli davvero mangiare! Sono praticamente perfetti!
Articolo che noto particolarmente ambito è un dolcetto simile alla gelatina... non l'ho assaggiato purtroppo, ma ho visto che costava abbastanza! Penso fosse anche buono... o almeno lo spero dato il prezzo!
Noi però prendiamo una bella torta per festeggiare!



Alla televisione danno un programma in cui mostrano le cose più svariate, come ad esempio un aspirapolvere gigante, scherzi comici, situazioni curiose, oggetti o persone particolari...
Essendo il primo giorno, non capisco praticamente nulla di ciò che il commentatore dice mentre le immagini scorrono, ma fa ridere lo stesso!


Nonostante la stanchezza e tutto lo spaesamento, il primo impatto con il mondo giapponese non è andato così male... eppure anche se sono tutti molto gentili, sento di essere lontano da casa. Non perché voglio tornarci a casa, sia ben chiaro! Ci mancherebbe!
Ma insomma, è proprio un altro mondo e si capisce dopo poche ore.
Forse anche il problema "linguistico" aumenta questo distacco...

Ma è solo il primo giorno.
Siamo fiduciosi!




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martedì 16 ottobre 2012

Da Narita Airport a Tokyo

E dopo ben 12 ore di volo, eccoci qui!
Finalmente a Tokyo!!
O meglio... a Narita... per chi non lo sapesse è molto più distante da Tokyo di quanto si possa immaginare!!!
Occorre prepararsi per tempo e decidere il da farsi prima di partire... perché si arriva spossati e sfiniti con solo la voglia di vedere la città, ma soprattutto di raggiungere il luogo di pernottamento e finalmente dormire!! Io almeno mi sentivo un morto vivente... andavo avanti per inerzia, ma il mio cervello non c'era più già da qualche ora...
La mia amica giapponese mi presta la suica (a cui dedicherò un post più avanti) e prendimo lo zushi... (mi pare sia della JR line)
Questo treno locale arriva a Tokyo in circa 2 ore... 2 estenuanti ore.. (_ _)... se avete i soldi per pagarvi un altro trasporto, beh ve lo consiglio!!
Ci sono molte altre soluzioni!
Tra le più famose:

-Narita Express (treno della JR... dovrebbe metterci poco meno di un'ora per arrivare alla "Tokyo Station")
-Narita Limousine Bus (autobus molto comodo che si ferma in varie zone di Tokyo)

Durante il viaggio verso Tokyo, anche se praticamente dormo per quasi tutto il tempo, nei momenti in cui sono sveglia l'emozione è a mille nonostante la stanchezza. Sto per arrivare nel luogo che ho tanto sognato e che tante volte ho immaginato attraverso racconti, fotografie, articoli, blog...
Gli ultimi dieci minuti di viaggio sono (oltre che interminabili!) molto suggestivi. Forse è solo una mia impressione, ma tutto sembra diventare molto più vivace e allegro. In quel momento ho il mio primo contatto visivo con la moda giovanile: due ragazze vestite in modo davvero eccentrico e colorato, altre con vestitini "kawaii" e dolcissimi, altre ancora con la divisa scolastica... insomma un insieme di colori e personalità che trasmettono davvero energia.
E finalmente la mia fermata: Shinagawa Station!!
Mentre mi preparo a scendere, ammetto di avere molta ansia. Paura. Anzi, terrore!
Da quando ero alle medie sono sempre stata ossessionata dal Giappone, ma scendendo dal treno ho paura che tutto ciò che ho sognato sia stata solo mera fantasia creata dalla mia mente...
eh già, avevo il terrore del Giappone che mi sarei ritrovata davanti!
E se non mi fosse piaciuto?
Ah... beh, non lo so e di certo non sarei qui a parlarvi del mio viaggio.
Certamente il VERO Giappone non è quello che si vede negli anime, certo, e nemmeno quello che molti stereotipi o voci magari ti fanno credere, ma anche dopo un mese di vita lì, sono sempre convinta che sia un posto che definire meraviglioso suonerebbe diminutivo...
il Giappone è molto di più...
Il primo impatto con la stazione e i giapponesi in stazione è... beh semplicemente travolgente! (^^")
Ognuno va dritto e spedito dove deve andare nella propria frenesia quotidiana, uomini in giacca e cravatta(ovunque!) che sembra quasi facciano una gara di velocità... e cinque sfrecciano alla mia destra, un'altra decina alla mia sinistra, uno mi si sbatte quasi in faccia, ma io sono ancora ferma lì, incapace di muovere un solo muscolo alla visione di tutto quel casino! Mi ero lamentata dell'areoporto di Roma, ma... riparliamone!

Stazione di AKIBA (in un orario tranquillo!)


In realtà, al primo impatto tutta quella confusione sembra essere solo confusione e non sai nemmeno dove puoi mettere i piedi per riuscire a passare senza che qualcuno ti si schianti addosso (o peggio che tu finisca in braccio a qualcuno!!), ma dopo anche solo pochi giorni capisci che perfino una massa di giapponesi così compattata si muove con il suo ordine, i suoi ritmi, quasi le sue tacite regole... bisogna solo prenderci la mano... la cosa più difficile per un italiano forse è fare la fila praticamente per tutto, perfino per salire sulle scale mobili!!!


Fila in attesa del treno (a Sasebo, prefettura di Nagasaki)
 Ammiro e rispetto questa sana abitudine che non fa che mettere in risalto il rispetto che i giapponesi hanno nei confronti delle altre persone. Devo dire che una volta tornata in Italia, ci ho messo un po' a riabituarmi al fatto che quando c'è una "fila" tutti spingano e sorpassino... (  >.>)

Eh... Giappone...!




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sabato 1 settembre 2012

Narita Airport

L'atterraggio è in orario: 10 e mezza locali. 28 luglio 2012.
Guardo fuori dal finestrino: cavoli, sono in Giappone!
Lo penso, ma in realtà non me ne rendo ancora conto.

La prima cosa che faccio è accendere il cellulare per avvisare i miei poveri genitori preoccupatissimi che sono arrivata sana e salva a Tokyo... ma non c'è campo ( o almeno è questo che dice il mio cellulare... -_-;).
Appena scesa, ammiro per qualche attimo l'aereo su cui ho passato ben 12 ore. Non so perché ma gli aerei mi affascinano tantissimo! Sono così imponenti e maestosi...!



Dopo aver scattato questa foto, mi giro e (non esagero!) lungo il corridoio non c'è già più nessuno! Tutti i giapponesi erano già corsi verso i vari controlli.
Mi scappa un sorriso e, a differenza loro, me la prendo molto molto comoda. Trascino il mio bagaglio a mano e cammino con calma guardardomi intorno e osservando tutti gli aerei che si vedono dalla vetrata.


Poi visito il bagno.
Penso sia ormai famoso il washlet giapponese... e pensavo di essere pronta all'impatto!
Ma non appena l'ho visto sono rimasta per minuti interi ad ammirarlo.


E inspiegabilmente con tutte quelle funzioni e tutti quei bottoni ( con allegate pure le istruzioni) la cosa più complicata è stata capire come cavolo tirare lo sciacquone!!!!















Me la rido per bene, mentre esco dal bagno e incontro una giapponese che mi guarda così: (O_O)... mi avrà ritenuto pazza... ahah ops! (^^;)






Dopo varie scale mobili vedo finalmente l'immancabile "welcome to Japan".
Beh... grazie! :)



Subito dopo questa scritta iniziano i controlli... che ironia!

Il primo è il controllo della temperatura corporea. Devi semplicemente passare davanti a una telecamera.
Semplice e indolore.
Essendo stata così lenta, il giapponese addetto a tale controllo (dato che non c'era più nessuno) aveva già spento la telecamera quando sono arrivata e non ha fatto in tempo a riaccenderla prima che io passassi.
Ho fatto finta di non sapere cosa fosse e me la sono svignata! ahah XD

Poi passando per un largo corridoio si arriva in una stanza enorme.
Non fermatevi al primo sportello perché è riservato ai piloti e alle hostess degli aerei!
Se non l'avete ricevuta sull'aereo, fermatevi ai tavoli che trovate poco più avanti e prendete la "disembarkation card for foreigner". Compilatela tutta (se non sapete il giapponese, non preoccupatevi: c'è in molte altre lingue tra cui anche l'inglese - l'italiano no invece!).

Ora mettetevi in coda. Una signora giapponese contollerà che abbiate compilato la vostra disembarkation card fronte - retro ( non dimenticatevi di guardare dietro!!).
Una volta spediti verso uno degli sportelli presenti, consegnate la carta al giapponese che vi ritroverete davanti. Quando l'avrà ispezionata a dovere, prenderà le vostre impronte digitali: dovete semplicemente appoggiare entrambe le dita indici su un piccolo macchinario alla vostra sinistra.
A qualcuno potrebbe recare qualche disturbo dover fare una cosa del genere.
Io penso però che, siccome è per la loro e, finché mi trovo in Giappone, per la mia sicurezza, lo faccio volentieri.
Scattata anche una foto del viso, il giapponese vi donerà il tanto ambito visto di permanenza di 90 giorni e attaccherà la parte sinistra della carta da voi precedentemente compilata nel passaporto. Questa carta serve al ritorno, quindi non staccatela per nessun motivo!

Evvai. Fatta anche questa. Dopo le ennesime scale mobili, mi metto alla ricerca del mio bagaglio gigante. Con grandissimo sollievo lo vedo girare sul nastro. Provo a prenderlo, ma non riesco a sollevarlo: è troppo pesante! Così devo aspettare che faccia un secondo giro... e al secondo tentativo riesco nell'impresa.
Controllo in che condizioni è la mia povera valigia.
In realtà non è messa così male ( in confronto al viaggio di ritorno!!!!!!!!!).

Poi mi avvicino a degli altri tavolini con dei fogli gialli. Sono denominati "customs declaration" e servono per passare la dogana.

Se avete animali dovete lasciarli in quarantena nell'apposito sportello che troverete lì vicino e così anche per cibi di origine animale come salami, prosciutti, salumi vari... e le piante.

Mi avvicino poi alla dogana convinta che mi faranno aprire la valigia. Ma scelgo per bene il poliziotto: un giovanotto dalla faccia simpatica. Consegno il foglio giallo e lo osservo mentre lo legge.
Mi fa una domanda.
"Eh?" rispondo. Iniziamo bene.
Sorride e mi richiede quanti anni ho. 18. Trattiene un altro sorriso.
Mi chiede che città andrò a visitare.
Sconcertata rispondo Tokyo, Kyoto e Nagasaki. Annuisce sempre con un sorrisone sulle labbra. Guarda un attimo la mia valigia, poi la mia faccia probabilmente stravolta dal viaggio.
Mi fa cenno che posso andarmene.
Siiiii!!!!!!!! Ce l'ho fatta!!!!!!!!!!!

Il sollievo della consapevolezza di poter ormai uscire da quel posto è... una cosa inspiegabile! Bisogna provarla per capirla! Tutta la stanchezza quasi sparisce e mi precipito verso l'uscita.
Le porte si aprono.
Mi guardo intorno e una giapponesina mi si avvicina. Io la riconosco subito.
"Cristina?" mi chiede. Io annuisco.
Ho trovato la mia amica Ryoko!
Ci abbracciamo e finalmente... benvenuta in Giappone!




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